La luna di profilo


Grigiolatte
Giovedì, 4 Gennaio 2007, 1:43 pm
Archiviato in: Mis-Talking

Erano pronti a tutto da ore. A farsi del male a fare l’amore a farsi scopare dall’altro.
Erano così pronti che una volta nudi non seppero che fare se non guardarsi per scoprire cosa non avevano già immaginato. Che è poi quel che fa la differenza.
Poi lui cominciò a girarsela tra le mani, pensando che se non riusciva a farle l’amore almeno avrebbe potuto scoparla da dio.
Ed effettivamente se la girò e se la rigirò, dimentico di essere poco meno che vergine, rispetto a lei.
Si fermò solo quando si accorse che stava per venire, quando distratto stava per regalarsi l’orgasmo più veloce, prendendola di schiena. Si fermò, ed ebbe appena il tempo di uscire da lei per venirle violentemente sulla schiena, in mezzo a scuse confuse e scosse elettriche.
- Cazzo, non avrei dovuto…
- Cosa…?
- Sporcarti così addosso…
- Perché, credi che sia sporco?
Di fronte all’evidenza lui non seppe rispondere. Ma non riusciva a farsi convincere dalla sicurezza di lei, e a scrollarsi l’ossessione del suo passato sessuale ben più attivo e sperimentato del proprio.
Non poté far altro che dimostrarle che avrebbe provato a vincere i suoi tabù e le sue paure; e prima che lei potesse allontanarsi per asciugarsi o lavarsi, la immobilizzò con le mani sui fianchi e le leccò dalla schiena fino all’ultima goccia di sperma.
- Ma non dovevi.
- A quel che ho capito tu l’avresti fatto con me.
- Questo non c’entra. Io e te siamo diversi.
- Ah, sì, d’accordo, e abbiamo anche tanti anni di differenza, se è per questo, e allora? Io vorrei poter cancellare tutto.
- Beh, non è questo il modo.

Con il rumore della doccia a distrarlo da pensieri ossessivamente ciclici, il ragazzo rimase a fissarsi molto tempo allo specchio. Difficilmente si accettava, difficilmente si vedeva bello. Eppure lo era, obiettivamente. Così come senza ombra di dubbio lei era meno bella, e già quasi cadente. Bionda e sensuale, ma non più fresca. Appassionata, ma stanca.
Di fronte allo specchio, studiava i propri pettorali ben delineati, sovrapponendoli mentalmente ai seni di lei, prosperosi e già quasi flaccidi.
Aveva aspettato temuto e infine affrontato il confronto. E non sapeva se ne era uscito vincitore.
Nella campagna che circondava la casa di lei, era pieno di uccelli allegri che solleticavano le orecchie con i loro mille suoni, eppure lui non sentiva.
La luminosa giornata che stava cominciando era trascinante, eppure lui non la vedeva.
Il suo sesso stanco era contento eppure di nuovo pronto in attesa di nuovi prolungati piaceri, eppure lui non lo ascoltava.
Si rivestì senza farsene accorgere e fuggì da qualche parte, correndo, in macchina, per togliersi il saporaccio della sua stupidità dal palato.


Ancora nessun commento. finora
Lascia un commento



Lascia un commento
Interruzioni di linea e paragrafo automatici, indirizzo e-mail mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>